23 Febbraio 2012
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VELOCIZZA IL POST GARE

scaduto il 16-02-2011
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Visto che ci accingiamo ad affrontare diverse gare in questo periodo a cavallo tra inverno e primavera abbiamo necessità non solo di arrivare preparati a un evento, ma fare in modo che si recuperi prima possibile dopo un allenamento o gara impegnativa. Durante una corsa lunga, come potrebbe essere la Maratona , ci possono essere perdite significative dal punto di vista energetico con utilizzo del glicogeno presente nel nostro organismo (muscolare ed epatico), delle riserve di grassi e in alcuni casi anche della depauperazione e utilizzo delle proteine per la rottura delle fibre muscolari. Per tale motivo è importante sapere come poter fare per recuperare in fretta e in maniera adeguata, ma prima di prendere in riferimento l´aspetto specifico del recupero post gara o allenamento , vediamo di introdurre alcuni concetti basi sulle fonti energetiche utilizzati dal nostro organismo.
Il glicogeno rappresenta una riserva energetica importantissima per sostenere il metabolismo corporeo, esso è un polimero ramificato del glucosio, presente sia nei muscoli e sia nel fegato. Come abbiamo visto il fegato è costituito da glicogeno, esso provvede a depositare glucosio (glicogenosintesi) o a cedere glucosio (glicogenolisi - degradazione del glicogeno a glucosio) a seconda delle richieste metaboliche. In questo modo è possibile mantenere la glicemia a valori costanti e fornire energia adeguata al nostro organismo durante l´attività fisica.
E´ da tener presente che non sono solo i muscoli scheletrici a utilizzare il glicogeno durante l´attività fisica (corsa), ma ci sono anche altri organi, come il cervello, il muscolo scheletrico tramite la via aerobica, globuli rossi e il cuore per fornire ossigeno al nostro organismo e in special modo ai distretti impegnati durante l´attività fisica. Una situazione molto importante da sottolineare è che l´organismo riceve glucosio da:
1. dall´alimentazione mediante l´introduzione dei carboidrati con la dieta;
2. dalla riconversione in glucosio del lattato (5° serbatoio per il maratoneta);
3. dagli amminoacidi nel processo di gluconeogenetica
Come abbiamo visto precedentemente il glucosio può essere rifornito mediante le riserve che abbiamo a disposizione a livello muscolare e nel fegato, ma ci può essere una produzione e utilizzo di glucosio mediante un aminoacido, alanina, la quale passando nel fegato e mediante un processo biochimico ove viene sottratto il gruppo amminico si ottiene glucosio, il quale può essere utilizzato come fonte energetica.
Anche se come ben sappiamo la prima fonte di energie disponibile e utilizzabile dal nostro organismo durante la corsa è il glicogeno , purtroppo esso si esaurisce precocemente , e man mano che la durata dell´allenamento o gara si protrae nel tempo ( e nei km) subentreranno i grassi a fornire energia. Un organismo allenato deve fare in modo che durante la corsa risparmi glicogeno di riserva e utilizzi una buona percentuale di grassi corporei. Unico problema non è tanto la disponibilità degli acidi grassi del nostro organismo che ce ne sono all´infinito, ma è il fatto che con l´attività fisica si va a migliorare il VO2max (consumo di ossigeno equivalente a massima potenza aerobica del soggetto) e con questo c´è un maggiore disponibilità dell´ossigeno che sembra essere il fattore limitante dell´utilizzo dei grassi stessi per fini energetici.
Tenendo presente comunque che abbiamo svolto come da protocollo il "carico di carboidrati" i giorni prima della gara o allenamento lungo, e che comunque alla fine della gara abbiamo consumato buona parte delle energie a nostra disposizione, vediamo come possiamo intervenire dopo la gara o allenamento per recuperare nel più breve tempo possibile per riprendere a correre nei giorni successivi. Dopo una gara o allenamento esiste una "finestra di tempo" ove l´organismo è più ricettivo a reintegrare quanto perso nelle ore di allenamento o gara. Questo tempo può essere stimato tra i primi 30´/ 45´ post allenamento ove tutto quello che ingeriamo andrà a distribuirsi nel nostro organismo per riparare i "danni" ottenuti con la corsa, se dovesse passare molto tempo dalla fine della gara o allenamento prima di rifornirci, il reintegro
delle riserve energetiche avverrà molto lentamente e con difficoltà. Per tale motivo dopo l´allenamento o gara la cosa importante è rifornirsi con bevande che contengono Sali minerali, vitamine, carboidrati ad alto indice glicemico, aminoacidi , proteine, evitando di alimentarsi con cibi solidi in quanto il nostro organismo è impegnato a smaltire le tossine che sono state accumulate durante la corsa.
Tutte le regole dell´alimentazione equilibrata con prevalenza di utilizzo alimenti a basso e medio indice glicemico durante la vita quotidiana, in questo caso dopo allenamento o gara tutto ciò non conta o quasi, anzi diventa fondamentale rifornirsi con alimenti ad alto indice glicemico proprio per reintrodurre energie nel nostro organismo e quindi carboidrati semplici di facile assorbimento e utilizzo. Quindi i tempi di reintegro e cosa ingerire dopo la corsa sono:
• da 30 a 45´ dopo la corsa bevande a base di carboidrati ad alto indice glicemico con la presenza anche di proteine, aminoacidi, sali minerali e vitamine;
• dopo 1ora circa iniziare a mangiare preferendo, sia carboidrati semplici e sia carboidrati complessi per rifornire la giusta energia, inserire insieme ai carboidrati anche qualche fonte leggera di proteine di facile assimilazione per non sovraccaricare ulteriormente l´organismo che è già a "lavoro" per eliminare tossine.
A prescindere da queste regole basi che abbiamo appena menzionato, l´integrazione alimentare post allenamento o gara dipende da diversi fattori :
• dalla durata ( e distanza) dell´allenamento o gara svolta
• dall´intensità dell´allenamento o gara svolta
• dall´impostazione e gestione tecnica dell´allenamento o gara
• dal risultato della gara
Per rifornire al meglio il nostro organismo si necessita di sapere che esiste una netta differenza se un soggetto corre per 1ora o correre per 2/3 ore , il consumo calorico e la perdita di sostanze nutrizionali indispensabili al nostro organismo sono nettamente diverse. Per tale motivo nel momento in cui andiamo a rifornirci dopo la corsa analizziamo bene il consumo calorico e le sostanze perse durante l´allenamento per evitare di rifornirci di sostanze non appropriate alla nostra spesa energetica.
Altro aspetto da valutare è l´intensità, se abbiamo corso a un ritmo moderato avremo consumato poche chilocalorie e soprattutto utilizzando come substrato energetico una prevalenza di acidi grassi, mentre se la corsa è stata molto intensa avremo consumato abbastanza e con prevalenza degli zuccheri presenti nel nostro organismo , quindi l´integrazione deve essere adeguata in base al consumo e alla tipologia di fonte energetica utilizzata. Sicuramente se l´intensità è stata più elevata con prevalente utilizzo di zuccheri
sentiremo la necessità dopo allenamento di rifornirci di una bevanda a base di zuccheri semplici a pronto utilizzo. Viceversa se l´intensità sarà stata blanda utilizzando una prevalenza di energia dagli acidi grassi avremo modo di rifornirci senza troppa fatica e con più calma.
Se l´allenamento è stato impostato in maniera errata in base alle nostre potenzialità e condizione fisica, avremo consumato la maggior parte del glicogeno presente nel nostro organismo accusando anche un calo finale esponenziale con la conseguenza di degradare anche le proteine presenti nel nostro organismo e conseguente catabolismo (distruzione muscolare). Tutto ciò non farà altro che cercare di mobilitarsi subito dopo allenamento per rifornire il nostro organismo di carboidrati a pronto utilizzo, proteine e aminoacidi ramificati necessari per svolgere il loro ruolo di alimenti pro- anabolismo (riparazione muscolare). Stessa situazione accadrà se la gara o allenamento non sono andati a buon fine con conseguente crisi
metabolica classica del maratoneta, o di chi sfrutta fino all´ultima energia disponibile del proprio organismo.
Tutto ciò porterà a una conseguente sensazione di stanchezza muscolare, intorpidimento, sonnolenza, vertigini, sensazioni di freddo per via dello stato di ipoglicemia da post allenamento o gara. In questo caso urge rigorosamente integrare immediatamente gli zuccheri depauperati con l´allenamento o gara, soprattutto introducendoli da fonti di carboidrati semplici preferibilmente liquidi, succhi di frutta, integratore alimentare e idrosalino.
Una volta messe in atto le giuste azioni alimentari di reintegro post allenamento o gara, diventa importante riprendere a correre con la dovuta accortezza per farsi di eliminare dal nostro organismo i "cataboliti tossici" che vengono rilasciati dopo una gara o allenamento impegnativo. A tale scopo è fondamentale effettuare dopo la gara della corsa lenta in base alle proprie capacità terminando con allunghi finali per dare leggerezza alle gambe. Tenere in movimento il nostro organismo dopo una prestazione ci permette di far circolare sangue e di fornire di ossigeno i nostri muscoli eliminando i cataboliti tossici prodotti nella corsa.
Quindi adesso sappiate che il recupero post gara dipende da come vi siete preparati per quel evento (più allenamento durante la preparazione meno fatica in gara), dalla gestite della gara in se (intensità ideale per la vostra condizione fisica), dalla durata della stessa gara, dal reintegro mediante bevande che forniscano le sostanze depauperate dalla corsa, e dall´esecuzione di una corsa lenta e rigenerante il giorno post gara.
Buona corsa

ignazioantonacci@runningzen.it_run

IMPARIAMO DA BRACCIO DI FERRO

scaduto il 16-02-2011
immagine relativa a IMPARIAMO DA BRACCIO DI FERRO


Non a caso la capitale mondiale degli spinaci è Cristal City in TEXAS rappresentata nel suo riferimento più famoso con la statua di Braccio di Ferro (Popeye the sailor man) che spreme appunto la sua caratteristica scatola di spinaci, pronto a precipitarsi in soccorso della sua amata Olivia insidiata da Bluto. Una cittadina di circa 10.000 abitanti che non deve la sua notorietà solo al mitico personaggio, bensì alla bassa incidenza delle cardiopatie grazie all´uso degli spinaci dalle particolari proprietà, che sembrerebbe allungare la vita. Questo perché sono fonte importante di acido folico, una vitamina del complesso B che viene sempre più collegata a una quantità di benefici per la salute. La carenza di vitamina B causa danni alle arterie e cardiopatie. Le dosi consigliate di cui abbiamo bisogno per tener sotto controllo l´omocisteina (amminoacido che si trova comunemente in tutte le proteine di una dieta) non sono grandissime; c.a. 400 microgrammi di acido folico, 3 di B12 e 3 di B6.
Solitamente ne siamo carenti, ed ecco che entrano in gioco gli spinaci. Essi sono una fonte straordinaria di acido folico, specialmente se consumati crudi. Una sola tazza ne contiene c.a. 200 microgrammi. Studi mirati sostengono che una dieta ricca di cibi con un forte apporto di acido folico potrebbe addirittura ridurre il rischio di contrarre la malattia di Alzheimer.
Consiglio vivamente di consumare nella tarda mattinata, un´insalata di spinaci condita con del succo d´arancia, e una punta di peperoncino (quest´ultimo ricco di acido ascorbico).

-bresaola equina (ferro)
-sottili bucce di limone (acido ascorbico)
-succo di limone (acido ascorbico)
-cubetti di carote (betacarotene)
-confettura di uva (antiossidanti)
-filo olio extra vergine (anti radicali liberi)

Grande squisitezza e sinfonia di sapori.....

Buon appetito !!!

L´arte dello star bene

scaduto il 19-05-2011
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L´arte di star bene
A cura del dott. Piero Siragusa


Nella mia esperienza di medico, nonché alpinista e runner, non poche volte atleti delle due discipline e non solo, mi hanno chiesto consigli su come risolvere dai più comuni fastidi di tipo influenzale alle patologie per così dire "professionali" quali quelle tendinee, muscolari, articolari o esiti di traumi. L´aspetto che mi ha colpito di più è stata la richiesta da parte di quasi tutti di cure che NON INFLUENZASSERO le prestazioni. Uno di loro, che non presentava un problema proprio banale, mi disse esplicitamente che preferiva rimanere così com´era piuttosto che guarire facendo cure che modificassero negativamente programma di allenamento o prestazioni. Naturalmente le pretese di quest´atleta erano esagerate e il suo rapporto con lo sport per lo meno poco sereno, ma questi fatti mi hanno portato a riflettere. Fortunatamente però una soluzione che soddisfa, nella maggior parte dei casi, entrambe le esigenze esiste: ricorrere alla medicina naturale.

La gamma delle possibilità terapeutiche si sta ampliando enormemente rispecchiando non solo il progresso della medicina ma anche quello della cultura. Si sta assistendo, oggi, ad un recupero del contatto con la natura che si esprime anche nell´arte medica. La cura con le erbe, ad esempio, medicina antichissima e presente in tutte le culture, costituisce un potente strumento di appoggio alla farmacologia ufficiale. Non intendo proporre un "manuale di automedicazione", in quanto il trattamento della malattia è compito del medico, ma consigli pratici da utilizzare in alcuni semplici casi o come trattamenti preventivi soprattutto al fine di stimolare i nostri organismi "depressi" da una vita quotidiana stressante, da un´alimentazione non sempre corretta e spesso dall´uso indiscriminato di farmaci, per lo più autoprescritti o consigliati da amici che se ne intendono, che hanno invece una loro precisa indicazione e posologia per ricavarne dal rapporto beneficio-effetti collaterali un risultato positivo.

Considerando il periodo dell´anno inizierò con le malattie da raffreddamento. E´ esperienza comune che il freddo non costituisce certo un impedimento alla fedele esecuzione del programma di allenamento. Gennaio, d´altronde, è un momento importante nella preparazione delle maratone di primavera e non sono certo pochi gradi sopra o sotto lo zero che possono fermare un runner. Può fermarlo, anzi DEVE fermarlo, un raffreddore o un´influenza (mai allenarsi in cattive condizioni fisiche: non solo l´organismo viene sollecitato oltre il dovuto, ma ciò riduce ulteriormente le nostre difese immunitarie prolungando lo stato di malessere e il tempo di recupero). Una volta ammalati vi consiglio di rivolgervi ad un medico per risolvere in modo "serio" il vostro problema, magari usando (quando possibile) terapie naturali per ovviare a quelli che sono i motivi per i quali molti di noi preferiscono rinunciare alle classiche cure: indebolimento, recuperi più lunghi, a volte allergie ai farmaci e così via. Per un organismo sano invece è molto più semplice mantenersi tale anche se esposto a condizioni ambientali non ideali quali freddo, vento e a volte la pioggia.

Sono numerose le erbe in grado di stimolare o meglio modulare il sistema immunitario tanto sollecitato in chi si allena duramente anche nel periodo invernale.

Senz´altro la più conosciuta ed efficace è l´Echinacea. L´Echinacea angustifolia è una pianta erbacea perenne originaria dell´America del Nord che contiene principalmente una sostanza chiamata echinacoside, un glucoside che possiede un´azione antibiotica. In estratto fluido o in tintura aumenta le capacità difensive dell´organismo soprattutto durante i processi infettivi di natura sia virale che batterica. La sua azione determina un aumento delle difese immunitarie attraverso una stimolazione aspecifica del sistema immunocompetente. Può essere utilizzata nella prevenzione e nel trattamento delle malattie da raffreddamento e negli stati influenzali di grado da lieve a moderatamente severo. Nella prevenzione è sufficiente assumerla 1-2 volte al dì (almeno 15-20 minuti prima dei pasti) meglio se durante la prima parte della giornata. E´ sufficiente un periodo di 10-15 giorni consecutivi al mese per tutto il periodo invernale, almeno durante i mesi più freddi. Per quanto riguarda il dosaggio è consigliabile non superare le 25-30 gocce al giorno. Se avete esigenze particolari, nel trattamento delle forme acute o comunque per dosaggi superiori chiedete consiglio.

Nella fase di prevenzione è molto utile l´associazione con la vitamina C. Una bella spremuta d´arance al mattino è la cosa più sana ed efficace. Chi si allena ne ha più bisogno, soprattutto nel periodo invernale (saprete senz´altro che la vit.C non si accumula e la dose giornaliera - che comunque assumiamo anche da alcuni tipi di alimenti - deve essere assunta quotidianamente) ma attenzione! E´ inutile assumerla se insieme o vicino bevete un bel caffè. Se la vostra alimentazione non ve ne fornisce a sufficienza (ne riparleremo in seguito) allora potrete reintegrarla assumendo Rosa canina (giovani getti) ricchissima in vitamina C. Oggi è apprezzata come immunomodulatore, antiossidante e ovviamente come fattore in grado di accrescere l´assorbimento del ferro (conoscete l´anemia del corridore? Sapete come prevenirla o trattarla? Certo non solo mangiando carne o assumendo fialette di ferro: ne riparleremo). Potete assumerla in T.M. (tintura madre) o M.G. (macerato glicerico) nella quantità di 30 gocce al dì, anche queste lontano dai pasti.

Ma la vitamina C è anche contenuta in grandi quantità nella Malpighia punicifolia conosciuta anche come Acerola. E´ un arbusto indigeno dell´America subtropicale.

E´ possibile trovare dei composti a base di Rosa canina e Acerola associati a sostanze come i bioflavonoidi- in grado di favorire l´assunzione della vit. C.

Un´altra ottima associazione è con Spirea olmaria, un´erba perenne comune in Europa e in Nord America. Il nome Aspirina è stato coniato dalla combinazione di A (acetilico) e di SPIREA (spirina) nel 1889. Hoffman dopo lunghi studi per conto della Bayer sui derivati dell´acido salicilico (peraltro già conosciuto dagli Indiani d´America), il 10 ottobre 1897 sintetizzò l´acido acetil-salicilico. Quest´erba, che contiene molti derivati salicilici, tanniti, flavonoidi e vitamina C, libera alcool salicilico che nell´organismo viene ossidato ad acido salicilico (a quest´ azione contribuiscono i composti flavonoidi) dotandola di un´azione antinfiammatoria ed anrireumatica, antalgica e febbrifuga.

ATTENZIONE come tutti i salicilati (anche se qui le quantità sono ben lontane da quelle del farmaco) può avere un´azione irritante sulla mucosa gastrica perciò è sconsigliata a chi presenta ipersensibilità ai salicilati e a chi ha problemi con lo stomaco. Naturalmente non vanno superate le dosi consigliate anche per gli altri se non su consiglio medico. Venti gocce, due volte al dì possono essere sufficienti in caso di raffreddamento o come antinfluenzale.

Se l´influenza, purtroppo!, ve la siete già presa o se la causa principale è stata una forte infreddatura, potrete trarre beneficio dal semplice infuso di seguito descritto che, se assunto un paio di volte durante la prima giornata di malattia e prima di andare a letto, favorirà la sudorazione:

30 parti di sambuco (fiori), 30 parti di tiglio (fiori), 20 parti di spirea olmaria (fiori), 20 parti di rosa canina (scorza).

Un cucchiaio della miscela in 150 ml. (una tazza) di acqua bollente. Coprire e lasciare in infusione per dieci minuti, poi filtrare e bere.

 
 

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